Appunti su fotografia, comunicazione e racconto del reale
Blog di fotografia e comunicazione visiva: appunti, strumenti e riflessioni sul racconto del reale, il tempo e la memoria. Un percorso tra fotografia, giornalismo e osservazione del mondo.
Cosa vuol dire essere freelance nel 2026
Essere freelance non significa solo lavorare in autonomia. Significa convivere con l’incertezza, imparare a gestire il proprio tempo, le proprie finanze e, soprattutto, sé stessi. Dopo due anni di lavoro autonomo ho capito che il freelancing non è soltanto una questione di competenze, ma di equilibrio personale: tra libertà e responsabilità, tra passione e lavoro, tra ciò che fai per gli altri e ciò che fai per te. Perché il rischio, a un certo punto, è smettere di creare le cose che ti avevano spinto a iniziare.
L’attenzione è la nuova moneta
Viviamo in un’economia in cui la vera moneta è la nostra attenzione, catturata da like, notifiche e scroll infiniti. I social sfruttano il meccanismo della dopamina trasformando la distrazione in abitudine. Così confondiamo visibilità con valore e velocità con profondità. Riscoprire la noia e il silenzio diventa un atto di resistenza creativa.
Come ho integrato questo taccuino nel mio flusso di lavoro creativo
Non è nuovo, non è sponsorizzato, semplicemente funziona: Huion note x10. Per chi lavora nella comunicazione visiva è ancora uno degli strumenti più intelligenti in circolazione.
Il mio nuovo fotoquadro
Ho avuto la possibilità di stampare il fotoquadro gratuitamente con Saal Digital, azienda tedesca leader nel settore della fotografia digitale.
Perché ho scelto di stampare un fotolibro
Recentemente ho partecipato a una promo tester di Saal Digital, che mi ha permesso stampare un fotolibro. Chi mi segue da un po’ sa che non è la prima volta che stampo con quest’azienda: negli anni ho già avuto modo di provarne la qualità, anche al di fuori di collaborazioni. Questa volta, però, ho colto l’occasione per testare uno dei loro prodotti di punta: ilFotolibro Professional Line Extra.
Proteggere la propria voce nell’epoca dei social
La paura ha un ruolo così importante che spesso basiamo le nostre scelte su ciò che ci spaventa e non su ciò che ci rende felici. E così, senza nemmeno accorgercene ci ritroviamo infelici.Viviamo ascoltando i nostri timori invece di inseguire ciò che ci fa stare bene, ed è proprio con questa mentalità che si viene a formare la comfort zone.
Ogni progetto creativo nasce da una scelta, prima ancora che da un’idea
Tra i buoni propositi dell’anno che sta giungendo al termine, vi era quello di aprire il mio blog, dopo diversi spazi web creati e poi cancellati.
Dalla singola immagine alla narrazione: appunti di una lettura portfolio
Ogni foto racconta una storia? Quante foto ci vogliono per raccontare una storia? A questa domanda diede risposta il giorno seguente Augusto Pieroni, dal quale ho appreso che l’attenzione e la cura che dai al tuo lavoro è l’attenzione e la cura che gli altri daranno al tuo lavoro.
Album portfolio Saal Digital: perché stampare le nostre fotografie
Senza nemmeno accorgercene, abbiamo smesso di dare valore ai nostri ricordi, sostituendo i nostri vecchi album di fotografie con le memorie digitali. Abbiamo smesso di stampare i nostri scatti perché abbiamo smesso di dare importanza al nostro passato. Abbiamo incorporato i ritmi sempre più serrati di una società che non ci permette di guardarci indietro.
Il mio mestiere? Osservare
Mi sarebbe piaciuto essere un’artista, avere un talento, perché è qualcosa di innato, un dono da custodire; inoltre, significherebbe non doversi porre delle domande, chiedersi cosa fare nella vita, ma seguire una strada già tracciata. Perché pensavo che la vita funzionasse così per chi avesse un talento, che bastava strappare lungo i bordi, piano piano, seguire la linea tratteggiata di ciò a cui eravamo destinati e tutto avrebbe preso la forma che doveva avere. (Zerocalcare)